Domenica 4 giugno 1961, dalle prime ore del mattino fu un continuo fluire di devoti della Madonna, benefattori, autorità e popolo.
Numerosissime le SS. Comunioni in suffragio durante la celebrazione delle SS. Messe. Commovente le visite degli abitanti della Contrada piangenti intorno alla Salma.
Verso le 9 il Santuario era completamente gremito e la folla, ormai, sostava all’aperto.
Intervennero le più alte autorità civili e politiche della Provincia con a capo S. Ecc. Crescenzo Mazza.
Il Comune di Torre del Greco assunse a suo carico le spese dei funerali e partecipò alle esequie in forma ufficiale, con la Giunta Comunale al completo, numerosi Consiglieri e il labaro scortato dai valletti.
Vigili Urbani in grande uniforme prestavano servizio di onore alla Salma.
Intanto alle pareti del Santuario vi erano numerose bandiere e labari di Associazioni, Scuole, Enti di ogni categoria. Tra questi, privilegio unico, il labaro della Lega Italiana contro la bestemmia, che veniva portato solo alle esequie dei Presidenti della Lega e degli Arcivescovi di Napoli.
Ordini, Istituti religiosi, Collegi, Scuole, Associazioni avevano inviato numerose rappresentanze.
Alle ore 10,30 Padre Gianmaria Travaglino O.F.M. assistito dai PP. Amedeo Napoletano e P. Michelangelo Addeo O.F.M., circondato dai numeroso clero secolare e regolare, celebrò la solenne Messa esequiale.
Al termine giunse, invitato espressamente da S. Eminenza il Cardinale Alfonso Castaldo, S. Ecc.za Mons. Salvatore Sorrentino, Vescovo Ausiliare di Pozzuoli che impartì la solenne assoluzione della Salma.
Indi Don Raffaele Scauda percorse, per l’ultima volta, le strade di quella Contrada che doveva a Lui vita e sviluppo. Il lungo corteo passò tra file di case, tutte parate con coperte e drappi col segno di lutto. La salma era trasportata da familiari e amici del defunto.
Precedevano le Associazioni e gli Istituti, poi il Clero con la Salma e le Suore Stimmatine con la Vicaria Generale dell’istituto Suor Pierina Fagiani, le Sue orfanelle e tutti gli uomini della Contrada (le donne erano ai balconi a lanciare fiori e confetti).
Così come don Raffaele aveva voluto, fu recitato il S. Rosario durante l’intero corteo, mentre la Banda Musicale, fondata dallo stesso padre Scauda, precedeva il corteo con il suono dei tamburi (anche questo voluto dal Fondatore).
La sfilata si concluse nel piazzale antistante la stazione Circumvesuviana, avanti al monumento fatto erigere da don Raffaele in ricordo del I° cinquantenario della venuta della S. Immagine in Contrada Leopardi.
Qui Mons. Michele Capano e S. Eccellenza Crescenzo Mazza rivolsero l’ultimo saluto all’estinto. Il Comm. Francesco Gatti ricordò ai presenti le ultime volontà del Padre Fondatore e, come egli aveva voluto, li ringraziò a nome dell’estinto.
Indi la Salma di Padre Scauda ritornò nel Santuario per non allontanarsi più. Nel luogo da lui stesso voluto, cioè a destra, entrando nella chiesa, fu preparato il loculo e, tra commozione generale dei presenti, fu iniziata la fila dei mattoni a chiusura della tomba.
Secondo la cronaca viva dei funerali, scritta dal Prof. Luigi Jannelli, si legge:
“A mano a mano che le file di mattoni si sovrappongono, la commozione si fa sempre più intensa, e quando, prima che l’ultimo mattone sia murato, si levano solenni i versetti del Benedictus e discendono le gocce dell’acqua lustrale sul tumulo, tutti pensano certamente che da quella stanzetta uscirà ancora un’onda viva di vita per sorreggere le opere che il grande cuore di Don Raffaele Scauda aveva suscitato dal nulla!”
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